Nutrizione dell’anziano

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La nutrizione dell’anziano deve tener conto di alcuni cambiamenti fisiologici.

Nel corso dell’invecchiamento, il nostro organismo va incontro ad una fisiologica perdita di massa muscolare e di forza. Questa situazione è maggiormente presente negli uomini rispetto alle donne e nei casi più gravi può arrivare a compromettere l’autonomia di movimento, per cui l’equilibrio diventa instabile e si prova difficoltà a salire e scendere le scale o portare dei carichi (come per esempio la busta della spesa) e la capacità di camminare diventa sempre più ridotta. In questo quadro diventa maggiormente presente la possibilità di cadute e di fratture correlate, il che rappresenta la principale causa di invalidità e debolezza.

Per prevenire tutto ciò sarebbe opportuno praticare una regolare attività fisica e, naturalmente, adottare un’alimentazione adeguata, soprattutto perché, soprattutto tra le donne, i casi di malnutrizione sono frequenti e spesso a spese delle proteine.

Questo succede nella maggior parte dei casi, per solitudine e conseguente svogliatezza nella preparazione di alimenti particolari, oppure per incapacità della masticazione. Un’altra situazione particolare si ha quando, a causa della crisi economica, per risparmiare, si scelgono alimenti di qualità più bassa e quindi meno sani, che apportano molte calorie sotto forma di zuccheri semplici e grassi saturi che vanno a complicare un quadro clinico che potrebbe essere già compromesso.

Le carenze che più spesso si riscontrano nell’alimentazione dell’anziano sono:

  • Proteine e ferro (scarso consumo di carne e pesce)
  • Calcio (scarso consumo di latte e derivati)
  • Fibre e vitamine (scarso consumo di frutta e verdura)

Al contrario, alcuni soggetti tendono ad ingrassare perché riducono fortemente il movimento giornaliero perché tendono a rinchiudersi in casa non avendo più neanche la necessità di andare al lavoro. Purtroppo a questa inattività si associa spesso il consumo di quantità abbondanti di cibo associata al consumo di vino.

A tutto questo si aggiunge la fisiologica diminuzione della sensazione di sete, per cui gli anziani tendono ad idratarsi veramente poco.

Quindi i consigli generali sono:

  • Bere almeno 1,5 litri di acqua al giorno;
  • Adottare un’alimentazione equilibrata che comprenda tutti i macronutrienti (carboidrati, proteine e grassi) e varia;
  • Evitare i digiuni;
  • Limitare i grassi soprattutto se saturi e preferire l’olio extravergine di oliva;
  • Limitare il consumo di vino ai pasti (massimo 2 bicchieri per gli uomini ed 1 per le donne);
  • Limitare il consumo di insaccati;
  • Preferire le carni magre;
  • Preferire i pesci magri o il pesce azzurro;
  • Limitare il consumo di sale;
  • Limitare i dolci (specie se in concomitanza con patologia diabetica);
  • Consumare abitualmente i legumi, la verdure e la frutta.

Ricapitolando, i consigli generali non si discostano molto da quelli che sono le linee guida per la sana alimentazione che riguardano tutte le età.